Istanza di cambiamento cognome

I provvedimenti di cambiamento o modificazione del nome o del cognome sono ammessi solo ed esclusivamente in presenza di situazioni oggettivamente rilevanti, supportate da adeguata e pregnante documentazione e da solide e significative motivazioni.

Per questo motivo, lo Studio Legale Lunari affianca i clienti di Milano e provincia nell’inoltro di istanze per il cambio del cognome e del nome. L’Avv. Lunari esamina la situazione oggettiva insieme al cliente, aiutandolo a stabilire se e come sia il caso di procedere in sede legale e amministrativa

Chi esamina le domande di cambiamento di cognome?

Le domande di cambiamento di cognome o di aggiunta di altro cognome al proprio sono sottoposte all’esame del Ministero dell’Interno (art. 84 e segg. del D.P.R. n.396/2000).

La procedura per il cambiamento del nome o del cambiamento di cognome ridicolo o vergognoso è invece di diretta competenza del Prefetto della provincia del luogo di residenza (per i residenti di Milano e provincia il riferimento sarà dunque il Prefetto della provincia di Milano) o di quello nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello stato civile dove si trova l’atto di nascita al quale la richiesta si riferisce (ad esempio per chi abbia depositato l’atto di nascita in provincia di Milano ma risieda in altro luogo, si può comunque fare riferimento al Prefetto della provincia di Milano).

Quando è possibile cambiare nome o cognome?

Il d.p.r. n. 396/2000 consente:

  • il cambiamento del nome o del cognome perché ridicolo o vergognoso o rivelante l’origine naturale (art. 89);
  • il cambiamento del nome o l’aggiunta di altro nome al proprio (art. 89);
  • il cambiamento del cognome o l’aggiunta di altro cognome al proprio (art. 84).
Come si fa a cambiare nome o cognome?

Chi intenda cambiare cognome o aggiungerne un altro al proprio deve essere autorizzato dal Ministro dell’Interno tramite apposita istanza inoltrata al Prefetto della provincia in cui il richiedente risiede (per i residenti in provincia di Milano il destinatario della richiesta di cambiamento di cognome sarà il Prefetto della provincia di Milano).

Il Prefetto cura l’istruttoria e assume le informazioni sulla domanda, per poi trasmetterla al Ministero dell’Interno unitamente al proprio parere in merito. Se la richiesta viene ritenuta meritevole, il richiedente è autorizzato con decreto del Ministro dell’Interno a far affiggere un avviso recante la domanda in sunto all’albo pretorio del comune di nascita (ad es. Milano) e del comune di residenza (ad es. Bollate). Tale affissione verrà mantenuta per trenta giorni consecutivi.

Con il decreto con cui autorizza le affissioni, il Ministero dell’Interno può stabilire la necessità di notificare il sunto della domanda a chi possa essere variamente interessato al cambiamento richiesto. A sua volta, chiunque ritenga di avere interesse può opporsi alla domanda, con atto notificato al Ministro dell’Interno, non oltre i trenta giorni dall’ultima affissione o notificazione.

Trascorso il termine di trenta giorni, se nessuno si è opposto alla richiesta, il richiedente deve presentare:

  • un esemplare dell’avviso con la relazione che attesta la eseguita affissione e la sua durata,
  • la prova delle eseguite notificazioni quando prescritte

alla Prefettura competente (ad es. la Prefettura della provincia di Milano) per il successivo inoltro al Ministero.

Il Ministro, una volta accertata la regolarità delle affissioni e vagliate eventuali opposizioni, emana il decreto di concessione al cambiamento del cognome richiesto. Nei casi in cui vi sia stata opposizione, il richiedente è tenuto a notificare il decreto di concessione agli opponenti.

Un sostegno professionale nel disbrigo di tutte le pratiche e formalità necessarie per il cambiamento di cognome è fornito ai richiedenti di Milano e provincia dallo Studio Legale Lunari, con sede in Via Sauli 26 a Milano. Per non rischiare di eseguire la procedura di richiesta di cambiamento di cognome in modo errato è possibile richiedere l’aiuto dei professionisti, in grado di assistere il richiedente in ogni fase della procedura per il cambiamento di cognome.

A Milano lo Studio Legale dell’Avv. Lunari offre la propria assistenza specializzata e personalizzata in tutti i procedimenti di natura legale variamente attinenti il diritto di famiglia, i diritti della persona, le istanze di cambiamento cognome, le dichiarazioni di assenza e morte presunta, la violenza nelle relazioni famigliari, la capacità delle persone e i procedimenti di interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno.

Dichiarazioni di Assenza - Dichiarazioni di morte presunta

L’Art. 49 del Codice Civile (Dichiarazione di assenza) stabilisce che:

“Trascorsi due anni dal giorno a cui risale l'ultima notizia, i presunti successori legittimi e chiunque ragionevolmente creda di avere sui beni dello scomparso diritti dipendenti dalla morte di lui possono domandare al tribunale competente, secondo l'articolo precedente, che ne sia dichiarata l'assenza.”

Inoltre, l’Art. 58 (Dichiarazione di morte presunta dell'assente) sancisce che:

“Quando sono trascorsi dieci anni dal giorno a cui risale l'ultima notizia dell'assente il tribunale competente secondo l'art. 48, su istanza del pubblico ministero o di taluna delle persone indicate nei capoversi dell'articolo 50, può con sentenza dichiarare presunta la morte dell'assente nel giorno a cui risale l'ultima notizia.

In nessun caso la sentenza può essere pronunziata se non sono trascorsi nove anni dal raggiungimento della maggiore età dell'assente.

Può essere dichiarata la morte presunta anche se sia mancata la dichiarazione di assenza.”

 

Quando una persona non è più comparsa presso il suo ultimo domicilio o residenza e non se ne hanno più notizie, la legge individua e disciplina tre situazioni:

  • la scomparsa
  • l’assenza
  • la morte presunta

A prescindere dal tempo trascorso dall’ultima notizia sul soggetto, dietro richiesta degli interessati, dei presunti successori legittimi o del pubblico ministero, il Tribunale può nominare un curatore che rappresenti la persona scomparsa in giudizio, salvo che la persona scomparsa non avesse già un legale rappresentante o un procuratore.

Trascorsi due anni dal giorno a cui risale l’ultima notizia, il Tribunale, su richiesta dei presunti successori legittimi e di chiunque ragionevolmente creda di avere diritti sui beni dello scomparso, può formulare una formale dichiarazione di assenza del soggetto.

Trascorsi dieci anni dal giorno a cui risale l’ultima notizia dell’assente, e su istanza del pubblico ministero o domanda degli interessati, il Tribunale può dichiarare la presunta morte dell’assente, anche in mancanza di una precedente dichiarazione di assenza. La dichiarazione di morte presunta produce conseguenze analoghe a quelle prodotte dalla morte naturale, ma, se la persona scomparsa ritorna oppure se emergono prove della sua esistenza in vita, la sentenza dovrà essere annullata, così come tutti gli effetti che aveva prodotto.

 

La morte presunta può essere inoltre dichiarata:

  • in caso di scomparsa successiva ad operazioni belliche alle quali il soggetto assente abbia preso parte, sia nei corpi armati, sia al seguito di essi, o alle quali si è comunque trovato presente, se non si hanno più notizie di lui due anni dopo l'entrata in vigore del trattato di pace o tre anni dalla fine dell'anno in cui sono cessate le ostilità;
  • in caso il soggetto assente sia stato fatto prigioniero dal nemico, internato o trasportato in paese straniero, due anni dopo l'entrata in vigore del trattato di pace, o tre anni dalla fine dell'anno in cui sono cessate le ostilità;
  • in caso il soggetto assente sia scomparso in seguito ad un infortunio e non si abbiano più sue notizie, dopo due anni dal giorno, dal mese o dall’anno dell'infortunio a seconda di quanto sia precisa la conoscenza della data in cui è avvenuto l'infortunio.

 

Lo Studio Legale Lunari di Milano fornisce assistenza legale in materia di dichiarazioni di assenza e morte presunta. Quando è possibile dichiarare la morte presunta? Quali effetti produce la dichiarazione di assenza? Dopo quanti anni dalla scomparsa del coniuge è possibile risposarsi secondo la legge? Chi ha diritto ad avviare un’istanza per dichiarare la morte presunta di un soggetto scomparso?

In questo breve testo si è cercato di dare risposta a queste ed altre domande in materia di dichiarazioni di scomparsa e morte presunta. In caso di ulteriori e più specifici dubbi, e comunque per una valutazione obiettiva formulata caso per caso in base alle peculiari situazioni, è bene rivolgersi direttamente a un legale esperto di diritto civile e diritto di famiglia, come l’Avv. Dott.ssa Lunari. Lo Studio Legale Lunari, operativo presso la nuova sede di Via Sauli 26 a Milano, offre consulenza e assistenza legale ai residenti a Milano e dintorni in materia di dichiarazioni di assenza e morte presunta.

Capacità delle persone: Interdizioni - Inabilitazioni - Amministrazioni di Sostegno

Il Codice Civile non definisce la capacità giuridica, ma solo il momento in cui essa si acquista e in particolare "la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita" (art. 1 c.c.). In sintesi, tutte le persone fisiche per il solo fatto della nascita sono titolari di diritti e di doveri.

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Violenza nelle relazioni familiari (L. 154/2001)

Lo Studio Legale Lunari di Milano offre assistenza e consulenza legale nell’ambito del diritto di famiglia con particolare attenzione a casi di violenza in ambito familiare. Infatti, la legge tutela i membri della famiglia contro gli episodi di violenza familiare, che possono verificarsi in tutte le situazioni di convivenza.

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Separazioni e divorzi

Lo Studio Legale Lunari di Milano offre assistenza legale in materia di diritto di famiglia e in particolare per quanto concerne contratti prematrimoniali, accordi di convivenza, separazioni, divorzi, affidamento dei minori, accordi in vista della separazione o del divorzio, revisione dei provvedimenti della separazione e del divorzio, affidamento dei figli di famiglie legittime o naturali, procedure relative alla potestà genitoriale, alimenti e mantenimento del coniuge e dei figli minorenni o dei maggiorenni non autosufficienti e percorsi di mediazione familiare.

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