Esecuzioni

Le esecuzioni o azioni esecutive sono quei procedimenti attraverso i quali il creditore in possesso di un titolo esecutivo (cioè di una cambiale, di un assegno, di una sentenza definitiva, etc.) può rivalersi sul patrimonio del debitore. Infatti, le azioni esecutive si fondano su un titolo esecutivo, ovvero quell’atto, sentenza o documento in base al quale è possibile avviare l’esecuzione forzata. Il titolo esecutivo, a sua volta, deve riferirsi ad un diritto certo, esistente e liquido, cioè un diritto il cui valore e la conseguente esigibilità siano determinabili in assenza di condizioni o termini.

Chi ha diritto di intervento nell’esecuzione?

Le azioni esecutive sono promosse da uno o più creditori, privilegiati o chirografari, anche sullo stesso bene, mobile, immobile, mobile registrato o credito vantato da debitore. A tal fine, i beni del debitore sono considerati cumulabili, in quanto il creditore può agire con i possibili mezzi di espropriazione forzata previsti dalla legge, ovvero il pignoramento mobiliare, il pignoramento immobiliare o il pignoramento presso terzi. Però il debitore può chiedere al giudice di stabilire o limitare il mezzo utilizzabile per ripagare i creditori.

 

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Pignoramento immobiliare

Nel caso il pagamento di una rata di un mutuo o altra forma di finanziamento non sia stato saldato, o sia stato saldato solo in parte e/o oltre la scadenza prevista, una banca, una società finanziaria o altro creditore possono presentare richiesta di pignoramento immobiliare.

Il pignoramento esattoriale su beni immobili può però essere effettuato solo per debiti complessivi superiori agli 8.000 euro. Inoltre, se le somme iscritte a ruolo sono inferiori al 5% del valore dell’immobile, è necessario che sia prima essere iscritta ipoteca e il pignoramento può avvenire solo dopo 180 giorni.

 

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Pignoramenti presso terzi di somme di lavoro - Pignoramento di crediti presso terzi

Il pignoramento presso terzi, regolamentato dagli artt. 543-554 del codice di procedura civile, è quel particolare tipo di pignoramento per il quale vengono sottratti crediti da conto corrente, provvigioni, somme di lavoro, cose del debitore che si trovano presso terzi e, nei limiti previsti dalla legge, salario, stipendio e pensione.

L'art. 543 c.p.c. prevede due ipotesi di pignoramento presso terzi:

  • pignoramento di crediti vantati da un terzo nei confronti del debitore, relativo a crediti che il debitore ha verso terzi oppure cose del debitore che sono in possesso di terzi;
  • pignoramento di cose di proprietà del debitore in possesso di terzi non a casa dello stesso.

Come avviene per i beni mobili, anche taluni crediti non possono essere sottoposti a pignoramento, in considerazione della loro funzione di sostentamento (art. 545 c.p.c.), e cioè:

  • i crediti alimentari, tranne che per le cause di alimenti;
  • i crediti aventi ad oggetto sussidi dovuti per maternità, malattie o funerali da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza.

 

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